GRAN FONDO PAOLA PEZZO: FIOCCO HA FATTO CRACK...
Avrei mille spunti per iniziare questo racconto.
Potrei partire dall'inizio, dal viaggio fatto insieme al Walter parlando di Alice, di call center, di ADSL, di gare, di biciclette, di percorsi...
Potrei raccontare del "BALUBA!!!!" che lo stesso Walter ha detto in faccia all' autista di un camioncino mentre eravamo fermi appena dopo il casello di Agrate...
Potrei parlare di un sabato meraviglioso passato in mezzo a gente fantastica in un posto da sogno...
Dovrei raccontare della cavalletta enorme che aveva deciso di riposare appiccicata alla veranda del camper del Cesarino e del cagnolino che, mentre lo stesso Cesarino stava facendo un pò di pennica, gli stava per fare la pipì addosso...
Non dovrei dimenticarmi dell'aperitivo in riva al lago, con il sole al tramonto...
Nè dovrei tralasciare la folla e il casino che c'era all'interno del tendone adibito a quartier generale della corsa...
E poi come faccio a non raccontare del Cesarino che è riuscito, non so come, a farsi dare due magliette ricordo???
E potrò mai dimenticare le risate che ci siamo fatti il sabato sera al ristorante Sirena davanti ad un meraviglioso piatto di spaghetti allo scoglio?
Cesarino un pò punzecchiava me ("Cosa c'è Massi? ti vedo teso...sei troppo teso...vuoi un pò di grappa?") e un pò punzecchiava il Walter (che si era invaghito della cameriera...)
Garda era invasa da ciclisti...
Dovunque si respirava un'aria di festa, da grande evento...
I suoni e i rumori si mescolavano: di qua il classico "Zumpa pà" della banda di paese, di là il suono molto più moderno della colonna sonora di una frequentatissima lezione di spinning...
Sabato, mentre eravamo seduti ai tavolini, due neosposi erano inseguiti da un fotografo per le foto...Lei era bella e spigliata, lui molto più timido...
Le papere erano dovunque...alcune erano solitarie, altre facevano comunella tra di loro o con due cigni bianchissimi...
Abbiamo passato la notte tra il sabato e la domenica al Camping "La Rocca" di Bardolino (a duecento metri dalla partenza e dall'arrivo della corsa).
In totale eravamo in sei: Cesarino, la Sig.ra Enrica, Sonia (figlia del Cesarino) e suo marito Alessandro, il Walter ed io...
Eravamo alla piazzola numero 260 e, appena sceso dalla macchina non ho potuto non notare una cosa: il lago. Era lì a nemmeno venti metri da noi...calmo, bellissimo e immenso...
Il prato era pieno di piccole margherite e faceva un caldo assurdo!
Abbiamo mangiato spaghetti al ragù, nodini di carne, insalata e frutta...
Il tutto condito da un ottimo barbera...
Aveva ragione il Cesare a trovarmi teso: volevo fare una bella gara, volevo ricominciare alla grande dopo un anno di sosta, avrei voluto non avere nessun problema...
Siamo andati a dormire abbastanza presto, intorno alle 23.30...
Il primo a infilarsi nella tenda è stato il Walter, poi sono arrivato io...
Ho fatto la mia bella figura da "Spinaccia" perchè mi sono infilato nel sacco a pelo senza aprire la cerniera (Walter non la smetteva + di ridere)...
Da fuori Cesarino continuava a prenderci in giro: "Uè, me racumandi...non datevi i bacini..."
Walter è partito quasi subito: dopo dieci minuti iniziava già a russare...
Io ci ho messo molto più tempo...
Ho riaperto gli occhi alle 6.37, Walter era già sveglio: "...Sveglia Panta che la gara è già partita..."
"Si, si lasciali andare...dopo li vado a riprendere..."
Cesarino and family si sono svegliati un'oretta dopo...
Abbiamo fatto colazione con tutta calma (io ho preso un succo di frutta, uno yogurt all'albicocca, tre confezioni di marmellata e una di miele, un caffè latte, una brioche al cioccolato e un panino...) e poi ci siamo cambiati...
Prima di metter via i telefoni nella macchina ho trovato due sms.
Il primo era di mio fratello: "Spaccali tutti!", il secondo era di Brumi "Coraggio, tieni duro!!!!"...
Gli ultimi a venire via dal camper siamo stati io e la Sig.ra Enrica: Cesarino era già andato avanti (la sua batteria partiva alle 10.20, la mia alle 11.00) e il Walter era partito di buon mattino per fare un pezzo del percorso e aspettarci nei punti strategici per fare un pò di foto e incitarci...
Alessandro e Sonia erano ci precedevano di pochi passi...
"In bocca al lupo Massimiliano!" "Grazie Signora!"...
Da quel momento sono rimasto solo: aveva ragione Cesarino! Ero veramente troppo teso, non riuscivo assolutamente a rilassarmi...
Il lungo lago era ancora più affollato della sera prima: dovunque mi girassi c'erano ciclisti, famiglie, passeggini, camerieri indaffarati che sciamavano attorno ai tavolini...
Lo speaker intanto si collegava in diretta con Radio Corsa per raccontare della gara dei professionisti: in testa c'era Leonardo Paez, seguito da un gruppetto comprendente Pallhuber, Deho e Malberti...
Ho iniziato a sudare freddo...non riuscivo a stare calmo...il mio cardio segnava 108 pulsazioni al minuto e non ero ancora partito!!!
In mezzo alla bolgia ho incontrato Luca (il ragazzo che ogni tanto si allena con me in Montagnetta)...andava di corsa, era in trance anche lui...ci siamo salutati veramente di sfuggita...
In quel momento ho assistito ad una delle scene più belle di tutto il week end...
Ero vicino alla riva, immediatamente a sinistra delle griglie di partenza e, tutto a un tratto ho sentito..."Quààà"...
Mi sono voltato e, a nemmeno dieci centimetri dai miei piedi, un germano reale zampettava allegramente...
L'ho guardato intenerito al massimo e poi ho seguito il suo tuffo nel lago e il suo sfratto dal medesimo ad opera di un altro papero, stavolta di colore bianco...
"Quààà"
Alla fine ho capito: il germano e il papero bianco si stavano contendendo i favori di una piccola paperella...
Al momento il germano sembrava essere quello peggio in arnese...
Continuava ad andare e venire dal lago, sempre più indispettito e sempre meno allegro...
I suoi atterraggi erano sempre più buffi e, in pochi minuti era diventato l'idolo di tutti i bambini nei paraggi...
"Quàààà"...
Perchè quando servirebbe non si hai mai a disposizione una macchina fotografica???
Alle undici meno dieci sono entrato in griglia...
Il gruppo dei non tesserati era molto più numeroso rispetto all'anno scorso! Ero nella parte finale del serpentone e dietro di me avevo ancora quattro o cinque file di ciclisti...
Ho iniziato ad avere problemi con la bici già prima di partire...
Quando mancavano cinque minuti allo start mi sono reso conto che il mio computerino non si accendeva...
E' stata una corsa contro il tempo...sgancia i pedali, solleva la bici, fai girare la ruota, sistema una, due, dieci volte il sensorino, controlla se la velocità si vede...
Tutto è tornato a posto a trenta secondi dal via...
Siamo partiti alle 11.00 in punto...
La partenza della Pezzo è un pò atipica: normalmente si parte in rettilineo per un paio di chilometri, il gruppone si sfila e poi si affronta la prima salita...
Qui no: si parte con una inversione a U verso destra e poi con una curva a sinistra che porta subito in salita...
Sono partito sparato, anche troppo forte...
La Sig.ra Enrica, Sonia e Alessandro erano piazzati sul lato sinistro dell'inversione con la telecamera in mano. Quando li ho riconosciuti li ho salutati.
Ho capito che le gambe non c'erano dopo neanche due chilometri...
La salita che l'anno scorso mi era sembrata facilissima stavolta sembrava un muro...non riuscivo a rompere il fiato, non riuscivo a trovare il ritmo...
Il cuore era già a 170 e già iniziavo a sudare...
La bici faceva il resto: dalla zona del cambio arrivava un rumore assurdo, sinistro, come di una cornacchia...
Per un pò ho visto solo ciclisti che mi sorpassavano, poi è andata meglio...
Sono arrivato all'imbocco con lo sterrato abbastanza rinfrancato: il cuore era a 165, le gambe e il fiato sembravano andare meglio e i Green Day in cuffia mi facevano compagnia...
La Paola Pezzo non è assolutamente una gara facile: sbaglia chi la definisce così. Il primo sterrato non ti consente mai, MAI, di trovare il tuo ritmo. La traccia è stretta, ripida e piena di sassi e rocce. Alcuni sono smossi, altri sono ben conficcati nel terreno...
Perdere il ritmo e dover mettere il piede a terra è molto facile...
Davanti a me si sono piantati almeno venti volte...
C'è stato anche chi, avendo perso l'equilibrio, è finito giù di lato...
Ogni volta occorreva sganciare, buttarsi di lato, afferrare manubrio e sella, spingere...
così fino al primo tratto in cui si poteva ricominciare a pedalare...
La prima discesa è stata la fine di un incubo...
Per un pò, non pedalando, non avrei più sentito il rumore da cornacchia del cambio, per un pò avrei potuto far correre la bici e cercare di recuperare un pò di forze...
Nella prima parte di discesa sono andato giù veramente bene. Pulito, preciso, veloce, senza sbavature...
Poi, subito dopo un curvone verso destra con un canalone in mezzo (fatto alla grande) ho sentito arrivare un rumore assurdo dalla ruota anteriore...
Ho guardato e mi sono accorto che lo sgancio rapido era totalmente aperto...
la ruota stava per uscire dalla sua sede e io stavo per fare un bel volo...
In gara non mi era mai successo...
Fermarsi e ripartire è stato un attimo, ma nel frattempo mi avevano passato in trenta...
Dopo dieci chilometri ho trovato il Walter...
Era fermo al lato della strada pochi metri prima di un tornante verso sinistra che annunciava una nuova salita...
L'ho riconosciuto da lontano: "Walter!!!"
Lui mi ha guardato e mi ha urlato: "Vai Massimiliano, vai che non sei troppo indietro..."
Io gli ho risposto: "Come faccio? In discesa si è aperta la ruota!!!"
Fino al primo ristoro salite e discese, strappetti e piccole picchiate nel bosco si sono succedute di continuo...
Giocavo all'elastico con alcuni ragazzi: in discesa si avvantaggiavano di qualche metro e in salita gli tornavo sotto le ruote...
In un paio di casi abbiamo raggiunto alcuni gruppetti di ciclisti fermi: chi per bere, chi per cambiare la ruota forata, chi semplicemente per paura.
Nei pressi di una discesa breve ma ripidissima un ragazzino mi ha guardato e mi ha detto testualmente: "Vai che io mi sto cagando sotto..."
Il ristoro è stata una delusione: non era rimasto nient'altro che una mezza pentola di thè freddo (con il quale mi sono fatto riempire la borraccia) e acqua...
Solo acqua...niente da mettere sotto i denti...
Nonostante tutto dopo il ristoro ho iniziato a sentirmi incredibilmente meglio.
Sono ripartito con le gambe leggere, riposate e con i battiti cardiaci molto più regolari...
Anche Fiocco aveva smesso di fare la cornacchia...
Appena superato il cartello dei venti all'arrivo mi sono detto: "Ecco, adesso si vede chi ha il fondo e chi no..."
Il tracciato portava nuovamente nel bosco mentre i Green Day cantavano "Coming Home" nel mio Mp3...
Il sentiero era stupendo! ripido, tecnico, pieno di rocce e di saliscendi molto tecnici...
Occorreva fare lavorare il cambio di continuo tenendo la catena sulla corona media davanti...
Tutto stava finalmente andando bene...
Poi Fiocco ha fatto "crack"...
C'era una curva a sinistra, un piccolo avvallamento e una nuova curva verso destra...
La bici si è spezzata tra le due curve, subito dopo la piccola fossa...
Ho sentito un rumore netto, sordo ma inconfondibile...
Sembrava quasi che qualcuno mi avesse messo un ramo nei raggi....
In quel punto c'era un pò di gente...
Li ho guardati in faccia...
"Che c###o è successo????"
"Hai forato"
Sono sceso dalla bici e ho toccato la ruota...
"Ma no, è tutto a posto!"
Sono ripartito...ma cento metri dopo ho capito che era finita...
Il rumore era assurdo.
Sono nuovamente sceso e ho guardato lo sgancio della ruota...avevo paura si fosse aperto come era successo con quello davanti...
Poi ho guardato, non so neanche io perchè, il forcellino...
il telaio era nettamente tranciato in due...
La mia Paola Pezzo è finita così, nel bel mezzo di un sentiero in mezzo al bosco, un'ora e 47 minuti dopo la mia partenza...
Avevo percorso 19 km e 750 metri...
Sono tornato a Garda grazie all'aiuto di alcune guardie della Protezione Civile e alla loro jeep...
"Pòro can...cosa ti ga fato????"
Una volta tornato nei pressi del traguardo sono stato un pò a guardare gli arrivi che si susseguivano...
Mi guardavano tutti con curiosità, cercando di capire perchè mi portassi in spalla la bici tenendo la ruota posteriore nell'altra mano...
Cesarino e gli altri li ho trovati ad un bar sul lungolago...
Erano tutti preoccupati perchè non mi vedevano arrivare...
Mi hanno offerto una piadina e una birra e poi siamo stati un pò a chiacchierare...
Io ero incredibilmente a terra...
Non solo per la gara.
Avevo paura per la stagione. Non potevo permettermi l'acquisto di un nuovo telaio!
Appena tornato al campeggio ho chiamato a casa e ho mandato un sms a Brumi...
Poi, dopo la doccia, siamo ripartiti...
Ieri pomeriggio ho chiamato Bortolami e gli ho spiegato cosa è successo.
"E la madonna!" mi ha risposto. "Ma sei caduto? Dai portamela qui, devo farla vedere"
Ora Fiocco è dal telaista. Non so se si potrà fare qualcosa o meno...
Bortolami mi ha detto che se il telaio fosse proprio andato me ne darà uno nuovo di pari valore...
Certo è che la stagione è iniziata proprio male...
Inizio già a sentire la mancanza della Montagnetta...
PS: A Garda ho incontrato Ale, il ragazzo che mi aveva scritto il messaggio tramite il forum...ha detto che mi aspetta alla Nove Colli...
Potrei partire dall'inizio, dal viaggio fatto insieme al Walter parlando di Alice, di call center, di ADSL, di gare, di biciclette, di percorsi...
Potrei raccontare del "BALUBA!!!!" che lo stesso Walter ha detto in faccia all' autista di un camioncino mentre eravamo fermi appena dopo il casello di Agrate...
Potrei parlare di un sabato meraviglioso passato in mezzo a gente fantastica in un posto da sogno...
Dovrei raccontare della cavalletta enorme che aveva deciso di riposare appiccicata alla veranda del camper del Cesarino e del cagnolino che, mentre lo stesso Cesarino stava facendo un pò di pennica, gli stava per fare la pipì addosso...
Non dovrei dimenticarmi dell'aperitivo in riva al lago, con il sole al tramonto...
Nè dovrei tralasciare la folla e il casino che c'era all'interno del tendone adibito a quartier generale della corsa...
E poi come faccio a non raccontare del Cesarino che è riuscito, non so come, a farsi dare due magliette ricordo???
E potrò mai dimenticare le risate che ci siamo fatti il sabato sera al ristorante Sirena davanti ad un meraviglioso piatto di spaghetti allo scoglio?
Cesarino un pò punzecchiava me ("Cosa c'è Massi? ti vedo teso...sei troppo teso...vuoi un pò di grappa?") e un pò punzecchiava il Walter (che si era invaghito della cameriera...)
Garda era invasa da ciclisti...
Dovunque si respirava un'aria di festa, da grande evento...
I suoni e i rumori si mescolavano: di qua il classico "Zumpa pà" della banda di paese, di là il suono molto più moderno della colonna sonora di una frequentatissima lezione di spinning...
Sabato, mentre eravamo seduti ai tavolini, due neosposi erano inseguiti da un fotografo per le foto...Lei era bella e spigliata, lui molto più timido...
Le papere erano dovunque...alcune erano solitarie, altre facevano comunella tra di loro o con due cigni bianchissimi...
Abbiamo passato la notte tra il sabato e la domenica al Camping "La Rocca" di Bardolino (a duecento metri dalla partenza e dall'arrivo della corsa).
In totale eravamo in sei: Cesarino, la Sig.ra Enrica, Sonia (figlia del Cesarino) e suo marito Alessandro, il Walter ed io...
Eravamo alla piazzola numero 260 e, appena sceso dalla macchina non ho potuto non notare una cosa: il lago. Era lì a nemmeno venti metri da noi...calmo, bellissimo e immenso...
Il prato era pieno di piccole margherite e faceva un caldo assurdo!
Abbiamo mangiato spaghetti al ragù, nodini di carne, insalata e frutta...
Il tutto condito da un ottimo barbera...
Aveva ragione il Cesare a trovarmi teso: volevo fare una bella gara, volevo ricominciare alla grande dopo un anno di sosta, avrei voluto non avere nessun problema...
Siamo andati a dormire abbastanza presto, intorno alle 23.30...
Il primo a infilarsi nella tenda è stato il Walter, poi sono arrivato io...
Ho fatto la mia bella figura da "Spinaccia" perchè mi sono infilato nel sacco a pelo senza aprire la cerniera (Walter non la smetteva + di ridere)...
Da fuori Cesarino continuava a prenderci in giro: "Uè, me racumandi...non datevi i bacini..."
Walter è partito quasi subito: dopo dieci minuti iniziava già a russare...
Io ci ho messo molto più tempo...
Ho riaperto gli occhi alle 6.37, Walter era già sveglio: "...Sveglia Panta che la gara è già partita..."
"Si, si lasciali andare...dopo li vado a riprendere..."
Cesarino and family si sono svegliati un'oretta dopo...
Abbiamo fatto colazione con tutta calma (io ho preso un succo di frutta, uno yogurt all'albicocca, tre confezioni di marmellata e una di miele, un caffè latte, una brioche al cioccolato e un panino...) e poi ci siamo cambiati...
Prima di metter via i telefoni nella macchina ho trovato due sms.
Il primo era di mio fratello: "Spaccali tutti!", il secondo era di Brumi "Coraggio, tieni duro!!!!"...
Gli ultimi a venire via dal camper siamo stati io e la Sig.ra Enrica: Cesarino era già andato avanti (la sua batteria partiva alle 10.20, la mia alle 11.00) e il Walter era partito di buon mattino per fare un pezzo del percorso e aspettarci nei punti strategici per fare un pò di foto e incitarci...
Alessandro e Sonia erano ci precedevano di pochi passi...
"In bocca al lupo Massimiliano!" "Grazie Signora!"...
Da quel momento sono rimasto solo: aveva ragione Cesarino! Ero veramente troppo teso, non riuscivo assolutamente a rilassarmi...
Il lungo lago era ancora più affollato della sera prima: dovunque mi girassi c'erano ciclisti, famiglie, passeggini, camerieri indaffarati che sciamavano attorno ai tavolini...
Lo speaker intanto si collegava in diretta con Radio Corsa per raccontare della gara dei professionisti: in testa c'era Leonardo Paez, seguito da un gruppetto comprendente Pallhuber, Deho e Malberti...
Ho iniziato a sudare freddo...non riuscivo a stare calmo...il mio cardio segnava 108 pulsazioni al minuto e non ero ancora partito!!!
In mezzo alla bolgia ho incontrato Luca (il ragazzo che ogni tanto si allena con me in Montagnetta)...andava di corsa, era in trance anche lui...ci siamo salutati veramente di sfuggita...
In quel momento ho assistito ad una delle scene più belle di tutto il week end...
Ero vicino alla riva, immediatamente a sinistra delle griglie di partenza e, tutto a un tratto ho sentito..."Quààà"...
Mi sono voltato e, a nemmeno dieci centimetri dai miei piedi, un germano reale zampettava allegramente...
L'ho guardato intenerito al massimo e poi ho seguito il suo tuffo nel lago e il suo sfratto dal medesimo ad opera di un altro papero, stavolta di colore bianco...
"Quààà"
Alla fine ho capito: il germano e il papero bianco si stavano contendendo i favori di una piccola paperella...
Al momento il germano sembrava essere quello peggio in arnese...
Continuava ad andare e venire dal lago, sempre più indispettito e sempre meno allegro...
I suoi atterraggi erano sempre più buffi e, in pochi minuti era diventato l'idolo di tutti i bambini nei paraggi...
"Quàààà"...
Perchè quando servirebbe non si hai mai a disposizione una macchina fotografica???
Alle undici meno dieci sono entrato in griglia...
Il gruppo dei non tesserati era molto più numeroso rispetto all'anno scorso! Ero nella parte finale del serpentone e dietro di me avevo ancora quattro o cinque file di ciclisti...
Ho iniziato ad avere problemi con la bici già prima di partire...
Quando mancavano cinque minuti allo start mi sono reso conto che il mio computerino non si accendeva...
E' stata una corsa contro il tempo...sgancia i pedali, solleva la bici, fai girare la ruota, sistema una, due, dieci volte il sensorino, controlla se la velocità si vede...
Tutto è tornato a posto a trenta secondi dal via...
Siamo partiti alle 11.00 in punto...
La partenza della Pezzo è un pò atipica: normalmente si parte in rettilineo per un paio di chilometri, il gruppone si sfila e poi si affronta la prima salita...
Qui no: si parte con una inversione a U verso destra e poi con una curva a sinistra che porta subito in salita...
Sono partito sparato, anche troppo forte...
La Sig.ra Enrica, Sonia e Alessandro erano piazzati sul lato sinistro dell'inversione con la telecamera in mano. Quando li ho riconosciuti li ho salutati.
Ho capito che le gambe non c'erano dopo neanche due chilometri...
La salita che l'anno scorso mi era sembrata facilissima stavolta sembrava un muro...non riuscivo a rompere il fiato, non riuscivo a trovare il ritmo...
Il cuore era già a 170 e già iniziavo a sudare...
La bici faceva il resto: dalla zona del cambio arrivava un rumore assurdo, sinistro, come di una cornacchia...
Per un pò ho visto solo ciclisti che mi sorpassavano, poi è andata meglio...
Sono arrivato all'imbocco con lo sterrato abbastanza rinfrancato: il cuore era a 165, le gambe e il fiato sembravano andare meglio e i Green Day in cuffia mi facevano compagnia...
La Paola Pezzo non è assolutamente una gara facile: sbaglia chi la definisce così. Il primo sterrato non ti consente mai, MAI, di trovare il tuo ritmo. La traccia è stretta, ripida e piena di sassi e rocce. Alcuni sono smossi, altri sono ben conficcati nel terreno...
Perdere il ritmo e dover mettere il piede a terra è molto facile...
Davanti a me si sono piantati almeno venti volte...
C'è stato anche chi, avendo perso l'equilibrio, è finito giù di lato...
Ogni volta occorreva sganciare, buttarsi di lato, afferrare manubrio e sella, spingere...
così fino al primo tratto in cui si poteva ricominciare a pedalare...
La prima discesa è stata la fine di un incubo...
Per un pò, non pedalando, non avrei più sentito il rumore da cornacchia del cambio, per un pò avrei potuto far correre la bici e cercare di recuperare un pò di forze...
Nella prima parte di discesa sono andato giù veramente bene. Pulito, preciso, veloce, senza sbavature...
Poi, subito dopo un curvone verso destra con un canalone in mezzo (fatto alla grande) ho sentito arrivare un rumore assurdo dalla ruota anteriore...
Ho guardato e mi sono accorto che lo sgancio rapido era totalmente aperto...
la ruota stava per uscire dalla sua sede e io stavo per fare un bel volo...
In gara non mi era mai successo...
Fermarsi e ripartire è stato un attimo, ma nel frattempo mi avevano passato in trenta...
Dopo dieci chilometri ho trovato il Walter...
Era fermo al lato della strada pochi metri prima di un tornante verso sinistra che annunciava una nuova salita...
L'ho riconosciuto da lontano: "Walter!!!"
Lui mi ha guardato e mi ha urlato: "Vai Massimiliano, vai che non sei troppo indietro..."
Io gli ho risposto: "Come faccio? In discesa si è aperta la ruota!!!"
Fino al primo ristoro salite e discese, strappetti e piccole picchiate nel bosco si sono succedute di continuo...
Giocavo all'elastico con alcuni ragazzi: in discesa si avvantaggiavano di qualche metro e in salita gli tornavo sotto le ruote...
In un paio di casi abbiamo raggiunto alcuni gruppetti di ciclisti fermi: chi per bere, chi per cambiare la ruota forata, chi semplicemente per paura.
Nei pressi di una discesa breve ma ripidissima un ragazzino mi ha guardato e mi ha detto testualmente: "Vai che io mi sto cagando sotto..."
Il ristoro è stata una delusione: non era rimasto nient'altro che una mezza pentola di thè freddo (con il quale mi sono fatto riempire la borraccia) e acqua...
Solo acqua...niente da mettere sotto i denti...
Nonostante tutto dopo il ristoro ho iniziato a sentirmi incredibilmente meglio.
Sono ripartito con le gambe leggere, riposate e con i battiti cardiaci molto più regolari...
Anche Fiocco aveva smesso di fare la cornacchia...
Appena superato il cartello dei venti all'arrivo mi sono detto: "Ecco, adesso si vede chi ha il fondo e chi no..."
Il tracciato portava nuovamente nel bosco mentre i Green Day cantavano "Coming Home" nel mio Mp3...
Il sentiero era stupendo! ripido, tecnico, pieno di rocce e di saliscendi molto tecnici...
Occorreva fare lavorare il cambio di continuo tenendo la catena sulla corona media davanti...
Tutto stava finalmente andando bene...
Poi Fiocco ha fatto "crack"...
C'era una curva a sinistra, un piccolo avvallamento e una nuova curva verso destra...
La bici si è spezzata tra le due curve, subito dopo la piccola fossa...
Ho sentito un rumore netto, sordo ma inconfondibile...
Sembrava quasi che qualcuno mi avesse messo un ramo nei raggi....
In quel punto c'era un pò di gente...
Li ho guardati in faccia...
"Che c###o è successo????"
"Hai forato"
Sono sceso dalla bici e ho toccato la ruota...
"Ma no, è tutto a posto!"
Sono ripartito...ma cento metri dopo ho capito che era finita...
Il rumore era assurdo.
Sono nuovamente sceso e ho guardato lo sgancio della ruota...avevo paura si fosse aperto come era successo con quello davanti...
Poi ho guardato, non so neanche io perchè, il forcellino...
il telaio era nettamente tranciato in due...
La mia Paola Pezzo è finita così, nel bel mezzo di un sentiero in mezzo al bosco, un'ora e 47 minuti dopo la mia partenza...
Avevo percorso 19 km e 750 metri...
Sono tornato a Garda grazie all'aiuto di alcune guardie della Protezione Civile e alla loro jeep...
"Pòro can...cosa ti ga fato????"
Una volta tornato nei pressi del traguardo sono stato un pò a guardare gli arrivi che si susseguivano...
Mi guardavano tutti con curiosità, cercando di capire perchè mi portassi in spalla la bici tenendo la ruota posteriore nell'altra mano...
Cesarino e gli altri li ho trovati ad un bar sul lungolago...
Erano tutti preoccupati perchè non mi vedevano arrivare...
Mi hanno offerto una piadina e una birra e poi siamo stati un pò a chiacchierare...
Io ero incredibilmente a terra...
Non solo per la gara.
Avevo paura per la stagione. Non potevo permettermi l'acquisto di un nuovo telaio!
Appena tornato al campeggio ho chiamato a casa e ho mandato un sms a Brumi...
Poi, dopo la doccia, siamo ripartiti...
Ieri pomeriggio ho chiamato Bortolami e gli ho spiegato cosa è successo.
"E la madonna!" mi ha risposto. "Ma sei caduto? Dai portamela qui, devo farla vedere"
Ora Fiocco è dal telaista. Non so se si potrà fare qualcosa o meno...
Bortolami mi ha detto che se il telaio fosse proprio andato me ne darà uno nuovo di pari valore...
Certo è che la stagione è iniziata proprio male...
Inizio già a sentire la mancanza della Montagnetta...
PS: A Garda ho incontrato Ale, il ragazzo che mi aveva scritto il messaggio tramite il forum...ha detto che mi aspetta alla Nove Colli...

2 Comments:
A te Omero ti fa na pippa!!!
Ma ci e' stu poema?
Si l'omo ca po dare tutto alla letteratura italiana.
Fammi sapere la data del funerale.
Ti rifarai presto.
Me lo auguro Villà!
Fiocco è ancora in negozio...
Non ho ancora chiamato perchè ho preferito lasciar passare 25 aprile e 1 maggio.
Se oggi non sento nessuno domani provo a chiamare io.
Intanto tra venerdi scorso e ieri mattina mi sono sparato 280 km in bici da corsa.
Ho visto posti favolosi in Brianza...
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