ESTATE 2006 IL RACCONTO CONTINUA...
12 Agosto MONTE BOLETTONE:
Tutto è nato per caso...
da un'idea del Walter poi non realizzatasi a causa di una gomma tagliata e di un parabrezza infranto chissà da chi mentre lui era a pescare...
una settimana prima mi aveva scritto: "Massi, andiamo al rifugio Bolettone?"...
Io avevo accettato con entusiasmo, sempre più preso da questa mia smania di scoprire, conoscere, esplorare...
Tramontata l'idea di andarci col Walter ho scritto sul Forum chiedendo dritte...
Mi hanno risposto subito in tanti...
il primo è stato Tiziano (Superpippa)...
In meno di due giorni il post è diventato frequentatissimo e pieno di risposte e al sabato mattina (pur con qualche patema mio dovuto alla mega fuga in autostrada per arrivare puntuale e alle litigate con il GPS) eravamo tutti lì, a Como, alla partenza della funicolare, nonostante il tempo...
Non ho avuto un minimo istante di imbarazzo (chi lo sa, magari il fatto di lavorare sempre in mezzo alla gente, magari la preoccupazione di arrivare tardi)...tutto è andato liscio fin da subito..
L'unico che mi ha messo un pò in soggezione è stato Pixel (Davide)...all'inizio sembrava quasi indagarmi, quasi analizzarmi...
Quando gli ho fatto i complimenti per aver fatto in sella la Gola del Cardinello mi ha guardato come se fosse la cosa più normale del mondo...
"Lo hai mai fatto il sentiero di Rivarossi? Beh, il Cardinello a confronto non è niente..."
Appena partiti io non sapevo come comportarmi: vedevo Pixel e Claudio che pestavano bene sui pedali lungo la salita e io non sapevo se fosse più giusto dare retta al mio istinto di "agonista" che mi diceva di stare con loro o a quello di turista che mi diceva di prenderla con comodo...
Alla fine ho scelto una via di mezzo...più che altro ho ceduto di schianto quando Davide ha allungato dopo un tornante...
Per un attimo ho pensato con nostalgia a quanto andavo due anni fa...
Lungo la salita abbiamo iniziato tutti a conoscerci un filo meglio...
C'era il gruppo dei timidi (io, Matta e Claudio), il tranquillo (Tiziano, perfettamente a suo agio) e i due entusiasti (Romano e Davide)...
La prima sosta al rifugio è arrivata dopo una rampa spaccagambe su mulattiera...Fuori diluviava ma dentro ho mangiato una delle più buone crostate del pianeta (grazie Romano per averla offerta a tutti!)...
Erano tutti attrezzatissimi (zaino, mantellina, protezioni...Romano aveva il GPS e Claudio un Nokia Tom Tom fissato sul manubrio con degli elastomeri)...
il più male in arnese di tutti era il sottoscritto con i soli manicotti e il gilet antivento...(Matta, grazie infinite per la giacchetta!!!!)
La prima discesa ha stabilito il leit motiv della giornata...tutti in fuga e io dietro ad annaspare tra le roccette viscide, le radici, i pedali che non volevano saperne di sganciarsi e la paura di volare di sotto nel bosco (c'è stato un momento in cui Claudio mi ha chiesto "Glicerina, ma la gola del Cardinello com'è?" Io al solo pensiero stavo finendo per terra...)
Mi ha colpito una frase di Matta: "Oh, ho trovato uno più tranquillo di me in discesa!"
Io ero semplicemente dispiaciuto perchè mi scocciava fare sempre aspettare...avevo paura di essere considerato un peso...
La giornata man mano si è aperta e, nel primissimo pomeriggio, è sbucato un bellissimo sole...
Abbiamo mangiato ad un rifugio a circa 980 m di quota...
Brasato con polenta, un misto di affettati e caffè...avrei voluto prendermi anche il dolce ma avevo i soldi contati e non sapevo se al rifugio accettassero il Bancomat...però quanto ho invidiato Pixel quando si mangiava la torta alle noci!!!!
A tavola si è parlato di tutto e ci è conosciuti tutti un pò meglio. Io ho raccontato a Romano di tutte i casini avuti quest'anno col telaio e di come sia stato trattato bene da Bortolami Bike, Pixel e Tiziano discutevano di bici, gare di agonismo culinario e della leggenda del Ranzani (quello di Radio Deejay)...
I più silenziosi erano Matta e Claudio (la settimana prima aveva fatto un giro molto estremo a Dervio, mi ha raccontato che gli passavano tutti sulle orecchie in discesa e che alcuni tratti erano veramente tosti)..
A un certo punto Pixel mi ha guardato e mi ha detto: "Una sera mi sono messo lì e mi sono guardato tutto il tuo sito, ho letto il tuo blog ma...mi spieghi una cosa? Perchè hai scelto come nick Glicerina??"
Gli ho spiegato che amando le papere e piacendomi Lupo Alberto adottare il nick del papero della Fattoria Mckenzie era stato quasi automatico...
Gli ho spiegato anche che dire "Laghetto di Glicerina" è come dire "questa è la mia casa" visto che i paperi normalmente vivono nei laghetti...
Gli ho raccontato del Cesarino e del Walter e dei miei "exploit" agonistici e di questa mia nuova ambizione di scoprire, pedalare con fini diversi da quello del preparare una gara...
Lui mi ha raccontato del suo amore per i gatti (ha due Devon Rex e, mi pare, un soriano) e dei regali che ha fatto recentemente alla sua mamma (un GPS e un compressore)...
Siamo ripartiti dopo un'ora...
Eravamo stati informati da Pixel ("Dopo ci aspetta almeno un'ora di salita") ma credo che nessuno di noi pensasse davvero di trovarsi una pendenza così mostruosa come quella della "Direttissima"...
Circa 2.5 km di mulattiera pietrosa con pendenza media del 22% e massima del 30%....
Io mi sono piantato quasi subito (la ruota davanti si è impuntata su una roccia) e poi non sono più riuscito a risalire in sella...
Ci ho provato una infinità di volte (riuscendoci solo per pochi tratti) ma poi alla fine mi sono rassegnato ad una lunga passeggiata...
Il mio compagno di camminata è stato il Matta...anche per lui era durissima ripartire in sella...
man mano abbiamo recuperato gli altri (Claudio e Tiziano erano fermi ad un tornante a guardare il Resegone, Romano smadonnava col cambio che non ne voleva sapere di funzionare)...
E' stata una lunga processione...eravamo tutti stravolti...
Pixel non la smetteva più di prendermi in giro: "Allora Glicerina!!!! Sei sempre lì che spingi..."
Romano gli faceva eco: "Dai, vai un pò davanti a tirare!!!"
Siamo arrivati in cima dopo circa un'ora...tanta fatica, ma ne è valsa veramente la pena...
In vetta al Bolettone, vicino al crocione si poteva ammirare la Svizzera, si vedeva il Pirellone di Milano e si potevano ammirare giochi di luce fantastici...
E' stata una conquista arrivare lassù...
La discesa è stata all'insegna delle comiche: siamo scesi da un bellissimo costone (il sentiero piano piano è sparito nascosto dai ciuffi d'erba) per poi finire lungo una traccia rocciosissima...
A un certo punto mi sono trovato fermo per aria con la ruota anteriore piantata tra due pietre e quella posteriore in aria...
non riuscivo a sganciare i piedi e ridevo come un bambino...
Peccato non avere neanche una foto! Romano me la stava facendo con il cellulare ma poi non ha fatto in tempo a scattarla...
Dopo "l'inconveniente" i ragazzi mi hanno convinto a fare una cosa che prima di allora avevo sempre considerato un sacrilegio: abbassare la sella in discesa!!!!! Io duro e puro granfondista con la bici bella posizionata non avrei mai fatto una cosa del genere...
Beh, ora che l'ho fatta posso dire che in discesa (soprattutto su quelle discese!) la bici va giù che è una meraviglia e che ho fatto in sella passaggi che, a mente fredda, mai mi sarei sognato di fare...
La discesa è stata lunghissima, stretta, interminabile...
Alla fine, una volta usciti dal bosco, le gambe non reggevano più...lungo il Toboga mi sentivo scoppiare i quadricipiti e non so quante volte sono caduto...
"...devi frenare come se avessi l'ABS, non tenere le ruote bloccate, dai piccoli colpi di freno..."
Tiziano cercava di consigliarmi...ma era una parola...ormai era la bici a portare me e non il contrario..
Ero proprio cotto...
Ad Albese con Cassano i ragazzi hanno deciso di risparmiarmi l'ultimo tratto di discesa perchè vedevano che non ne potevo proprio più...
Siamo rientrati a Como tramite dopo un'ultimo tratto di discesa recuperato dal tracciato di una vecchia ferrovia e dopo aver salutato Pixel ("Cosa racconterai a tuo fratello di oggi?")...
Una volta arrivato il momento di salutarci (per fare 33 km abbiamo impiegato circa 6 ore...se lo racconti ad uno stradista ti prende per una mammoletta...) mi è veramente dispiaciuto...
E' stata una bellissima giornata e alla fine mi sembrava quasi di conoscere tutti da sempre...
Sono arrivato a casa stravolto, stanco ma veramente contento e soddisfatto...
E' stata veramente una giornata da ricordare...spero se ne possano organizzare altre...
Tutto è nato per caso...
da un'idea del Walter poi non realizzatasi a causa di una gomma tagliata e di un parabrezza infranto chissà da chi mentre lui era a pescare...
una settimana prima mi aveva scritto: "Massi, andiamo al rifugio Bolettone?"...
Io avevo accettato con entusiasmo, sempre più preso da questa mia smania di scoprire, conoscere, esplorare...
Tramontata l'idea di andarci col Walter ho scritto sul Forum chiedendo dritte...
Mi hanno risposto subito in tanti...
il primo è stato Tiziano (Superpippa)...
In meno di due giorni il post è diventato frequentatissimo e pieno di risposte e al sabato mattina (pur con qualche patema mio dovuto alla mega fuga in autostrada per arrivare puntuale e alle litigate con il GPS) eravamo tutti lì, a Como, alla partenza della funicolare, nonostante il tempo...
Non ho avuto un minimo istante di imbarazzo (chi lo sa, magari il fatto di lavorare sempre in mezzo alla gente, magari la preoccupazione di arrivare tardi)...tutto è andato liscio fin da subito..
L'unico che mi ha messo un pò in soggezione è stato Pixel (Davide)...all'inizio sembrava quasi indagarmi, quasi analizzarmi...
Quando gli ho fatto i complimenti per aver fatto in sella la Gola del Cardinello mi ha guardato come se fosse la cosa più normale del mondo...
"Lo hai mai fatto il sentiero di Rivarossi? Beh, il Cardinello a confronto non è niente..."
Appena partiti io non sapevo come comportarmi: vedevo Pixel e Claudio che pestavano bene sui pedali lungo la salita e io non sapevo se fosse più giusto dare retta al mio istinto di "agonista" che mi diceva di stare con loro o a quello di turista che mi diceva di prenderla con comodo...
Alla fine ho scelto una via di mezzo...più che altro ho ceduto di schianto quando Davide ha allungato dopo un tornante...
Per un attimo ho pensato con nostalgia a quanto andavo due anni fa...
Lungo la salita abbiamo iniziato tutti a conoscerci un filo meglio...
C'era il gruppo dei timidi (io, Matta e Claudio), il tranquillo (Tiziano, perfettamente a suo agio) e i due entusiasti (Romano e Davide)...
La prima sosta al rifugio è arrivata dopo una rampa spaccagambe su mulattiera...Fuori diluviava ma dentro ho mangiato una delle più buone crostate del pianeta (grazie Romano per averla offerta a tutti!)...
Erano tutti attrezzatissimi (zaino, mantellina, protezioni...Romano aveva il GPS e Claudio un Nokia Tom Tom fissato sul manubrio con degli elastomeri)...
il più male in arnese di tutti era il sottoscritto con i soli manicotti e il gilet antivento...(Matta, grazie infinite per la giacchetta!!!!)
La prima discesa ha stabilito il leit motiv della giornata...tutti in fuga e io dietro ad annaspare tra le roccette viscide, le radici, i pedali che non volevano saperne di sganciarsi e la paura di volare di sotto nel bosco (c'è stato un momento in cui Claudio mi ha chiesto "Glicerina, ma la gola del Cardinello com'è?" Io al solo pensiero stavo finendo per terra...)
Mi ha colpito una frase di Matta: "Oh, ho trovato uno più tranquillo di me in discesa!"
Io ero semplicemente dispiaciuto perchè mi scocciava fare sempre aspettare...avevo paura di essere considerato un peso...
La giornata man mano si è aperta e, nel primissimo pomeriggio, è sbucato un bellissimo sole...
Abbiamo mangiato ad un rifugio a circa 980 m di quota...
Brasato con polenta, un misto di affettati e caffè...avrei voluto prendermi anche il dolce ma avevo i soldi contati e non sapevo se al rifugio accettassero il Bancomat...però quanto ho invidiato Pixel quando si mangiava la torta alle noci!!!!
A tavola si è parlato di tutto e ci è conosciuti tutti un pò meglio. Io ho raccontato a Romano di tutte i casini avuti quest'anno col telaio e di come sia stato trattato bene da Bortolami Bike, Pixel e Tiziano discutevano di bici, gare di agonismo culinario e della leggenda del Ranzani (quello di Radio Deejay)...
I più silenziosi erano Matta e Claudio (la settimana prima aveva fatto un giro molto estremo a Dervio, mi ha raccontato che gli passavano tutti sulle orecchie in discesa e che alcuni tratti erano veramente tosti)..
A un certo punto Pixel mi ha guardato e mi ha detto: "Una sera mi sono messo lì e mi sono guardato tutto il tuo sito, ho letto il tuo blog ma...mi spieghi una cosa? Perchè hai scelto come nick Glicerina??"
Gli ho spiegato che amando le papere e piacendomi Lupo Alberto adottare il nick del papero della Fattoria Mckenzie era stato quasi automatico...
Gli ho spiegato anche che dire "Laghetto di Glicerina" è come dire "questa è la mia casa" visto che i paperi normalmente vivono nei laghetti...
Gli ho raccontato del Cesarino e del Walter e dei miei "exploit" agonistici e di questa mia nuova ambizione di scoprire, pedalare con fini diversi da quello del preparare una gara...
Lui mi ha raccontato del suo amore per i gatti (ha due Devon Rex e, mi pare, un soriano) e dei regali che ha fatto recentemente alla sua mamma (un GPS e un compressore)...
Siamo ripartiti dopo un'ora...
Eravamo stati informati da Pixel ("Dopo ci aspetta almeno un'ora di salita") ma credo che nessuno di noi pensasse davvero di trovarsi una pendenza così mostruosa come quella della "Direttissima"...
Circa 2.5 km di mulattiera pietrosa con pendenza media del 22% e massima del 30%....
Io mi sono piantato quasi subito (la ruota davanti si è impuntata su una roccia) e poi non sono più riuscito a risalire in sella...
Ci ho provato una infinità di volte (riuscendoci solo per pochi tratti) ma poi alla fine mi sono rassegnato ad una lunga passeggiata...
Il mio compagno di camminata è stato il Matta...anche per lui era durissima ripartire in sella...
man mano abbiamo recuperato gli altri (Claudio e Tiziano erano fermi ad un tornante a guardare il Resegone, Romano smadonnava col cambio che non ne voleva sapere di funzionare)...
E' stata una lunga processione...eravamo tutti stravolti...
Pixel non la smetteva più di prendermi in giro: "Allora Glicerina!!!! Sei sempre lì che spingi..."
Romano gli faceva eco: "Dai, vai un pò davanti a tirare!!!"
Siamo arrivati in cima dopo circa un'ora...tanta fatica, ma ne è valsa veramente la pena...
In vetta al Bolettone, vicino al crocione si poteva ammirare la Svizzera, si vedeva il Pirellone di Milano e si potevano ammirare giochi di luce fantastici...
E' stata una conquista arrivare lassù...
La discesa è stata all'insegna delle comiche: siamo scesi da un bellissimo costone (il sentiero piano piano è sparito nascosto dai ciuffi d'erba) per poi finire lungo una traccia rocciosissima...
A un certo punto mi sono trovato fermo per aria con la ruota anteriore piantata tra due pietre e quella posteriore in aria...
non riuscivo a sganciare i piedi e ridevo come un bambino...
Peccato non avere neanche una foto! Romano me la stava facendo con il cellulare ma poi non ha fatto in tempo a scattarla...
Dopo "l'inconveniente" i ragazzi mi hanno convinto a fare una cosa che prima di allora avevo sempre considerato un sacrilegio: abbassare la sella in discesa!!!!! Io duro e puro granfondista con la bici bella posizionata non avrei mai fatto una cosa del genere...
Beh, ora che l'ho fatta posso dire che in discesa (soprattutto su quelle discese!) la bici va giù che è una meraviglia e che ho fatto in sella passaggi che, a mente fredda, mai mi sarei sognato di fare...
La discesa è stata lunghissima, stretta, interminabile...
Alla fine, una volta usciti dal bosco, le gambe non reggevano più...lungo il Toboga mi sentivo scoppiare i quadricipiti e non so quante volte sono caduto...
"...devi frenare come se avessi l'ABS, non tenere le ruote bloccate, dai piccoli colpi di freno..."
Tiziano cercava di consigliarmi...ma era una parola...ormai era la bici a portare me e non il contrario..
Ero proprio cotto...
Ad Albese con Cassano i ragazzi hanno deciso di risparmiarmi l'ultimo tratto di discesa perchè vedevano che non ne potevo proprio più...
Siamo rientrati a Como tramite dopo un'ultimo tratto di discesa recuperato dal tracciato di una vecchia ferrovia e dopo aver salutato Pixel ("Cosa racconterai a tuo fratello di oggi?")...
Una volta arrivato il momento di salutarci (per fare 33 km abbiamo impiegato circa 6 ore...se lo racconti ad uno stradista ti prende per una mammoletta...) mi è veramente dispiaciuto...
E' stata una bellissima giornata e alla fine mi sembrava quasi di conoscere tutti da sempre...
Sono arrivato a casa stravolto, stanco ma veramente contento e soddisfatto...
E' stata veramente una giornata da ricordare...spero se ne possano organizzare altre...

1 Comments:
Massò vai su blog.matteovillani.it
E' in fase sperimentale
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