giovedì, agosto 31, 2006

ESTATE 2006 IL RACCONTO CONTINUA...

12 Agosto MONTE BOLETTONE:
Tutto è nato per caso...
da un'idea del Walter poi non realizzatasi a causa di una gomma tagliata e di un parabrezza infranto chissà da chi mentre lui era a pescare...
una settimana prima mi aveva scritto: "Massi, andiamo al rifugio Bolettone?"...
Io avevo accettato con entusiasmo, sempre più preso da questa mia smania di scoprire, conoscere, esplorare...
Tramontata l'idea di andarci col Walter ho scritto sul Forum chiedendo dritte...
Mi hanno risposto subito in tanti...
il primo è stato Tiziano (Superpippa)...
In meno di due giorni il post è diventato frequentatissimo e pieno di risposte e al sabato mattina (pur con qualche patema mio dovuto alla mega fuga in autostrada per arrivare puntuale e alle litigate con il GPS) eravamo tutti lì, a Como, alla partenza della funicolare, nonostante il tempo...
Non ho avuto un minimo istante di imbarazzo (chi lo sa, magari il fatto di lavorare sempre in mezzo alla gente, magari la preoccupazione di arrivare tardi)...tutto è andato liscio fin da subito..
L'unico che mi ha messo un pò in soggezione è stato Pixel (Davide)...all'inizio sembrava quasi indagarmi, quasi analizzarmi...
Quando gli ho fatto i complimenti per aver fatto in sella la Gola del Cardinello mi ha guardato come se fosse la cosa più normale del mondo...
"Lo hai mai fatto il sentiero di Rivarossi? Beh, il Cardinello a confronto non è niente..."
Appena partiti io non sapevo come comportarmi: vedevo Pixel e Claudio che pestavano bene sui pedali lungo la salita e io non sapevo se fosse più giusto dare retta al mio istinto di "agonista" che mi diceva di stare con loro o a quello di turista che mi diceva di prenderla con comodo...
Alla fine ho scelto una via di mezzo...più che altro ho ceduto di schianto quando Davide ha allungato dopo un tornante...
Per un attimo ho pensato con nostalgia a quanto andavo due anni fa...
Lungo la salita abbiamo iniziato tutti a conoscerci un filo meglio...
C'era il gruppo dei timidi (io, Matta e Claudio), il tranquillo (Tiziano, perfettamente a suo agio) e i due entusiasti (Romano e Davide)...
La prima sosta al rifugio è arrivata dopo una rampa spaccagambe su mulattiera...Fuori diluviava ma dentro ho mangiato una delle più buone crostate del pianeta (grazie Romano per averla offerta a tutti!)...
Erano tutti attrezzatissimi (zaino, mantellina, protezioni...Romano aveva il GPS e Claudio un Nokia Tom Tom fissato sul manubrio con degli elastomeri)...
il più male in arnese di tutti era il sottoscritto con i soli manicotti e il gilet antivento...(Matta, grazie infinite per la giacchetta!!!!)
La prima discesa ha stabilito il leit motiv della giornata...tutti in fuga e io dietro ad annaspare tra le roccette viscide, le radici, i pedali che non volevano saperne di sganciarsi e la paura di volare di sotto nel bosco (c'è stato un momento in cui Claudio mi ha chiesto "Glicerina, ma la gola del Cardinello com'è?" Io al solo pensiero stavo finendo per terra...)
Mi ha colpito una frase di Matta: "Oh, ho trovato uno più tranquillo di me in discesa!"
Io ero semplicemente dispiaciuto perchè mi scocciava fare sempre aspettare...avevo paura di essere considerato un peso...
La giornata man mano si è aperta e, nel primissimo pomeriggio, è sbucato un bellissimo sole...
Abbiamo mangiato ad un rifugio a circa 980 m di quota...
Brasato con polenta, un misto di affettati e caffè...avrei voluto prendermi anche il dolce ma avevo i soldi contati e non sapevo se al rifugio accettassero il Bancomat...però quanto ho invidiato Pixel quando si mangiava la torta alle noci!!!!
A tavola si è parlato di tutto e ci è conosciuti tutti un pò meglio. Io ho raccontato a Romano di tutte i casini avuti quest'anno col telaio e di come sia stato trattato bene da Bortolami Bike, Pixel e Tiziano discutevano di bici, gare di agonismo culinario e della leggenda del Ranzani (quello di Radio Deejay)...
I più silenziosi erano Matta e Claudio (la settimana prima aveva fatto un giro molto estremo a Dervio, mi ha raccontato che gli passavano tutti sulle orecchie in discesa e che alcuni tratti erano veramente tosti)..
A un certo punto Pixel mi ha guardato e mi ha detto: "Una sera mi sono messo lì e mi sono guardato tutto il tuo sito, ho letto il tuo blog ma...mi spieghi una cosa? Perchè hai scelto come nick Glicerina??"
Gli ho spiegato che amando le papere e piacendomi Lupo Alberto adottare il nick del papero della Fattoria Mckenzie era stato quasi automatico...
Gli ho spiegato anche che dire "Laghetto di Glicerina" è come dire "questa è la mia casa" visto che i paperi normalmente vivono nei laghetti...
Gli ho raccontato del Cesarino e del Walter e dei miei "exploit" agonistici e di questa mia nuova ambizione di scoprire, pedalare con fini diversi da quello del preparare una gara...
Lui mi ha raccontato del suo amore per i gatti (ha due Devon Rex e, mi pare, un soriano) e dei regali che ha fatto recentemente alla sua mamma (un GPS e un compressore)...
Siamo ripartiti dopo un'ora...
Eravamo stati informati da Pixel ("Dopo ci aspetta almeno un'ora di salita") ma credo che nessuno di noi pensasse davvero di trovarsi una pendenza così mostruosa come quella della "Direttissima"...
Circa 2.5 km di mulattiera pietrosa con pendenza media del 22% e massima del 30%....
Io mi sono piantato quasi subito (la ruota davanti si è impuntata su una roccia) e poi non sono più riuscito a risalire in sella...
Ci ho provato una infinità di volte (riuscendoci solo per pochi tratti) ma poi alla fine mi sono rassegnato ad una lunga passeggiata...
Il mio compagno di camminata è stato il Matta...anche per lui era durissima ripartire in sella...
man mano abbiamo recuperato gli altri (Claudio e Tiziano erano fermi ad un tornante a guardare il Resegone, Romano smadonnava col cambio che non ne voleva sapere di funzionare)...
E' stata una lunga processione...eravamo tutti stravolti...
Pixel non la smetteva più di prendermi in giro: "Allora Glicerina!!!! Sei sempre lì che spingi..."
Romano gli faceva eco: "Dai, vai un pò davanti a tirare!!!"
Siamo arrivati in cima dopo circa un'ora...tanta fatica, ma ne è valsa veramente la pena...
In vetta al Bolettone, vicino al crocione si poteva ammirare la Svizzera, si vedeva il Pirellone di Milano e si potevano ammirare giochi di luce fantastici...
E' stata una conquista arrivare lassù...
La discesa è stata all'insegna delle comiche: siamo scesi da un bellissimo costone (il sentiero piano piano è sparito nascosto dai ciuffi d'erba) per poi finire lungo una traccia rocciosissima...
A un certo punto mi sono trovato fermo per aria con la ruota anteriore piantata tra due pietre e quella posteriore in aria...
non riuscivo a sganciare i piedi e ridevo come un bambino...
Peccato non avere neanche una foto! Romano me la stava facendo con il cellulare ma poi non ha fatto in tempo a scattarla...
Dopo "l'inconveniente" i ragazzi mi hanno convinto a fare una cosa che prima di allora avevo sempre considerato un sacrilegio: abbassare la sella in discesa!!!!! Io duro e puro granfondista con la bici bella posizionata non avrei mai fatto una cosa del genere...
Beh, ora che l'ho fatta posso dire che in discesa (soprattutto su quelle discese!) la bici va giù che è una meraviglia e che ho fatto in sella passaggi che, a mente fredda, mai mi sarei sognato di fare...
La discesa è stata lunghissima, stretta, interminabile...
Alla fine, una volta usciti dal bosco, le gambe non reggevano più...lungo il Toboga mi sentivo scoppiare i quadricipiti e non so quante volte sono caduto...
"...devi frenare come se avessi l'ABS, non tenere le ruote bloccate, dai piccoli colpi di freno..."
Tiziano cercava di consigliarmi...ma era una parola...ormai era la bici a portare me e non il contrario..
Ero proprio cotto...
Ad Albese con Cassano i ragazzi hanno deciso di risparmiarmi l'ultimo tratto di discesa perchè vedevano che non ne potevo proprio più...
Siamo rientrati a Como tramite dopo un'ultimo tratto di discesa recuperato dal tracciato di una vecchia ferrovia e dopo aver salutato Pixel ("Cosa racconterai a tuo fratello di oggi?")...
Una volta arrivato il momento di salutarci (per fare 33 km abbiamo impiegato circa 6 ore...se lo racconti ad uno stradista ti prende per una mammoletta...) mi è veramente dispiaciuto...
E' stata una bellissima giornata e alla fine mi sembrava quasi di conoscere tutti da sempre...
Sono arrivato a casa stravolto, stanco ma veramente contento e soddisfatto...
E' stata veramente una giornata da ricordare...spero se ne possano organizzare altre...

domenica, agosto 27, 2006

ESTATE 2006...

Cavolo, quanto tempo che non scrivo quassù!!!
E quanto tempo è passato dall'ultima volta in cui sono riuscito ad aggiornare il sito!!!!!
In ufficio (unica mia fonte di accesso ad internet, a casa mia madre non ne vuole sapere di farmi mettere l'ADSL nonostante gli abbia spergiurato che gli operai non devono entrare in casa e che la bolletta la pagherò io...) non ho più avuto il tempo materiale di avere anche solo accesso alle mie pagine...
E' stato un bel mese di agosto, ricco di cose da raccontare, di giri e di posti meravigliosi, di fatiche inerarrabili, di cadute a un passo dal burrone, di salite "direttissime" con pendenze disumane, di discese fatte con la sella abbassata (io che non avrei mai pensato di toccare la preziosa altezza della mia "San Marco")...

Ma andiamo con ordine:

28 LUGLIO: VARZI

Tutto è partito da Varzi: io e il Walter siamo partiti alla volta del Parco della Madonna dell'Alpe...il programma prevedeva la scalata alla Costa D'Alpe e le successive discese del Bricchetto, del sentiero dei ponti e del Fosso di Crociglia...
Come da copione (non vedo l'ora che mi arrivi il GPS per la bici!) ci siamo persi!!!
Una prima volta in mezzo al bosco, appena partiti (sulle braccia ho ancora i segni delle frustate prese dai rovi in discesa!) e poi di nuovo a Santa Cristina, appena sopra Pietragavina...
Di questo giro ricorderò sempre la lunghezza e la durezza della salita (da Varzi a Costa D'Alpe sono circa una quindicina di chilometri, buona parte su sterrata con alcuni tratti veramente tosti...), la mia foratura in salita (va beh che non sono in forma, ma andavo troppo piano!!!! Poi il Walter si è affiancato e mi ha detto:" uè, va che hai forato!!!"), la fonte delle Vespe (una fontana comunale appena prima di entrare a Pietragavina...sembrava di essere in un alveare!!!), la vista sulla Valle Staffora (con in lontananza il Forte Diamante di Genova!!!!) e l'immensa nube nera che arrivava da Romagnese una volta arrivati in cima al Penice...
Alla fine le discese del Bricchetto, del Crociglia e dei Ponti non siamo riusciti a farle...stava arrivando la tempesta e abbiamo preferito evitare di perderci in mezzo ai sentieri...
Lì per lì non ero troppo contento (mi spiaceva parecchio rinunciare ad una discesa tanto faticosamente sognata e poi meritata)ma poi mi sono convinto che non ci fosse cosa migliore da fare: eravamo senza GPS, senza mantellina, con solo due barrette e lontani almeno 20 km dalle macchine...
Abbiamo preferito andare sul Penice (che freddo che faceva!!!) e fare uno spuntino in un ristorante che, di solito, è preda di quantitativi enormi di motociclisti (il Penice è una delle loro mete preferite, non lo sapevo...)
La cameriera e il Walter hanno avuto un pò da dirsi ma poi tutto è andato più o meno bene...
Siamo tornati a Varzi su asfalto (lungo la discesa mi sono paurosamente reso conto che le pastiglie dei miei freni erano prossime allo zero!) appena in tempo prima dell'inizio del diluvio...

30 LUGLIO: MONTEVECCHIA

Come vedersi "imporre" (causa blocco ai sistemi qui in ufficio) un giorno di ferie all'ultimo momento e vivere felici!!!
Non ho perso tempo: ho caricato Caligola in macchina e me ne sono andato a Montevecchia! L'idea era quella di ricalcare un giro proposto dal libro "Andiamo in mountain bike", ma poi alla fine, sfruttando la conoscenza del posto ho fatto di testa mia...
Il mattino della domenica il municipio vicino a Via Valfredda è pieno di bikers: alla fine mi sono accodato ad uno di loro (che ha fatto di tutto per mollarmi in salita...) e ho scoperto due sentieri eccezionali (la giornata era calda e tersa e di fronte, pur stando attento alle radici e alle pastiglie dei freni ancora andate, ho potuto ammirare lo spettacolo del Resegone). Il primo scende dalla via panoramica e sbuca, non so quanti km, quante radici, quanti saliscendi e quante pietre dopo nel bel mezzo della Via Deserto...il secondo (pieno di pietre, faticossimo ma spettacolare!) inizia subito dopo e sbuca vicino alla villa dei Leoni...
Cosa ricorderò di questo giorno? I panorami stupendi (visti e visti più volte, ma ogni volta riescono a rapirmi...), le mie scorribande nel bel mezzo dei sentieri vietati (se mi avessero beccato avrei fatto lo gnorri...)e, per finire, "compagno di Birretta", un dolcissimo e docilissimo pastore tedesco di proprietà di un ragazzo al quale ho chiesto di farmi un paio di foto...

06 AGOSTO: VIA SPLUGA

Una delle uscite più emozionanti della mia carriera!
Tutto è partito dai racconti e dalle foto viste sul forum e da un vecchissimo articolo di Tutto Mountain Bike ritrovato in giro per casa in un (raro) giorno di "raptus da ordine e pulizia" nella mia camera...
La Gola del Cardinello: a vederla in foto emoziona, ti fa venire subito la voglia di prendere e andarla a fare.
Trovarsela di fronte dal vivo, sentirsi quasi avvolti da lei e affrontarla in una giornata di pioggerellina, nubi scure e pochi raggi di sole, con un vento fortissimo e al massimo 10 gradi ti fa sentire piccolo piccolo...
Estasiato, forse è questa la parola che più si avvicina a quello che ho provato quando, sbucando da dietro la diga dello Spluga me la sono trovata di fronte!
Lassù tutto era diverso, lontano, sospeso...
Una emozione difficile da trasmettere a parole...
In discesa sono partito baldanzoso, nonostante gli inviti alla prudenza letti da più parti...
L'euforia è durata nemmeno cento metri...A farmela passare è stato un sasso "maligno" sul quale mi sono impuntato a pochi, veramente pochi, centimetri dallo strapiombo (per fortuna sono caduto all'interno)...
Lo ammetto, da lì in avanti sono quasi sempre sceso a piedi(ho riprovato in sella per un altro centinaio di metri, ma poi mi sono troppo spaventato in vista di un tornante espostissimo che curvava a sinistra...)...
A un certo punto mi sono sentito nel bel mezzo del "Signore Degli Anelli"...sembravo Frodo in viaggio verso Mordor...
C'era un silenzio irreale, stupendo...era interrotto dai soli fischi delle marmotte e dal solo rumore del ruscello che cadeva lungo le rocce di fronte...
Cosa ricorderò?
Ricorderò due angeli incontrati lungo il sentiero degli Andossi (sopra Madesimo...): una vecchietta e sua figlia...abitanti presso la "Cà dei Poaret"...
Appena mi hanno visto sbucare dalla salita intirizzito, affamato e stanco com'ero non hanno perso un minuto: mi hanno invitato in casa, mi hanno offerto una fetta di torta, una tazza di latte appena munto e, soprattutto, mi hanno fatto stare mezz'ora a fianco alla stufa!!!
Non me le dimenticherò mai!!!! Ho un unico rammarico: non avere un loro indirizzo (erano lì in vacanza) per potergli inviare la foto che ci siamo fatti assieme!